martedì 1 gennaio 2008

la morosità nell'ERP: un'insostenibile retaggio culturale

La fine dell'anno ha avuto un'ultima sollecitazione sul tema -e sul sottile confine- del rapporto tra diritto all'abitazione e carità compassionevole, tra politiche pubbliche di coesione sociale e assistenzialismo.
Problema di partenza: la morosità degli assegnatari di alloggi ERP. E il conseguente atteggiamento della Pubblica Amministrazione di rinuncia all'applicazione della legge.


L’entità della morosità per canoni di locazione degli alloggi di ERP esistente presso le ARTE liguri ammonta ad € 6.259.193; se si rapporta tale importo al numero complessivo degli alloggi in gestione alle ARTE alla stessa data, si deduce che a livello regionale sussiste una morosità di € 304,18 ad alloggio gestito (dalle ARTE).
L’atteggiamento di accettazione passiva e di inerzia nell’azione di recupero ovvero di attivazione dei provvedimenti di decadenza, che trovano fondamento in un’idea di sussidio di natura contributiva per la situazione di disagio socio economico sottesa alla morosità, oltre al garbo e al coraggio dei dirigenti che disapplicano le norme esistenti, mi sembra testimoni anche una certa confusione tra il momento gestionale e il momento assistenziale.
In realtà, considerato che l'ordinamento già prevede la tutela del disagio socioeconomico per il tramite dell’individuazione di specifici criteri di determinazione dei canoni di locazione per le fasce di utenza economicamente più deboli e di forme di sostegno economico, ai fini della corretta valutazione del fenomeno bisognerebbe verificare quanto esso sia ascrivibile alla idoneità o meno dei mezzi di tutela già approntati in via ordinaria o quanto invece sia ascrivibile a circostanze culturali o ambientali e/o a cause imputabili al gestore.


Inoltre, la morosità, per qualunque ragione essa dipenda, rappresenta senza alcun dubbio un elemento di estrema debolezza per la gestione dell’edilizia residenziale pubblica.
Come la Corte dei Conti rileva, la permanenza di elevati livelli di morosità nella gestione del patrimonio di ERP, in considerazione dell’importanza che le entrate per canoni di locazione rivestono nell’ambito delle fonti di alimentazione della gestione del patrimonio abitativo pubblico da parte delle ARTE, si pone in radicale contrasto con la concreta possibilità di attivare quel circolo gestionale “economico” che è alla base della trasformazione in atto della natura giuridica e del ruolo degli ex-IACP a partire dal lontano 1998, anno di approvazione della legge regionale n°9 che ha trasformato gli ex IACP nelle ARTE.

Sicuramente una strada da percorrere con maggiore decisione, dato che l'indigenza è fenomeno reale e non eliminabile per decreto, è quella del potenziamento del Fondo sociale a vantaggio dell’utenza di ERP.
L’istituzione presso gli enti gestori del patrimonio ERP di un fondo di sostegno economico all’utenza da utilizzarsi per il pagamento di parte del canone di locazione e per il rimborso dei servizi accessori che ha proprio quale obiettivo principale il superamento delle situazioni di morosità pregressa, al fine di favorire l’erogazione di finanziamenti a soggetti meritevoli in effettivo stato di bisogno e con apparente capacità di restituzione.

Certamente molto si può fare in relazione al ruolo e all’attività degli enti gestori che, ai fini della formazione della morosità appare determinante. Sempre sulla base della recente Indagine della Corte dei Conti, viene efficacemente evidenziato che l’entità della morosità è svincolata dall’ammontare del canone applicato all’utenza: i livelli di morosità più elevata sono stati infatti registrati in quelle realtà territoriali (Campania, Molise, Puglia, Sicilia) ove i canoni di locazione sono più bassi.

Infine, mi sembra opportuno notare che la rilevanza delle entrate da canoni –e quindi la criticità della morosità- è l’altra faccia del problema del difficile contenimento dei costi gestionali. Sotto questo profilo, l’Indagine più volte citata ha rilevato, a livello di sistema, la forte incidenza che i costi della fiscalità (generale e locale) esercitano sulla gestione del patrimonio immobiliare di ERP, senza distinzione tra i beni e le attività di marcata finalizzazione sociale e quelli ad essa estranei. La rilevazione eseguita ha addirittura evidenziato che nel 2004 il peso fiscale complessivo sugli Enti gestori corrispondeva al 43,98% dell’accertamento annuo per canoni di locazione di ERP.
A questo proposito è il caso di sottolineare come la gestione locale dell’ICI sia idonea a produrre, tra gli altri, anche l’effetto di recuperare alla gestione dell’ERP le risorse finanziarie derivanti da una minore imposizione fiscale.

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