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giovedì 9 giugno 2011

partnership pubblico-privato e giudici

Sempre a proposito del rapporto tra crisi e professione di cui parlavo ieri, sull'ultimo numero della rivista Inarcassa (che, per la verità, al massimo sfoglio) c'è un contributo di Emanuele Nicosia intitolato "Gli scenari della professione di architetto". 
Alla fine del pezzo, a partire da una ricerca Cresme-CNA, sono indicati i driver del cambiamento per la sostenibilità della professione. Si citano l'innovazione tecnologica, la gestione (e non più solo la fase costruttiva), la sostenibilità ambientale e quella sociale. Tutto condivisibile. Poi c'è anche la costruzione della partnership pubblico-privato, "l'unica strada per il futuro vista la forte riduzione di risorse pubbliche di questi ultimi anni... (al fine di) coniugare interessi privati e pubblici per moltiplicare le potenzialità di investimento". Anche in questo caso, sarebbe tutto condivisibile. Però ci vorrebbe un diverso Paese, cioè un Paese ove allorché lo sviluppo della sussidiarietà orizzontale non finisca, quasi inevitabilmente, sul tavolo di qualche giudice. E su questo deficit culturale, le rappresentanze di categoria qualche azione potrebbero anche metterla in cantiere. Altrimenti prevale il clima giustizialista di Rep., il Fatto quotidiano e similari. E la partnership pubblico-privato, al più, va bene per scrivere articoli. 

mercoledì 25 agosto 2010

cosa c'è dietro l'angolo per le seconde case

Sul sempre prezioso LaVoce.info (qui) leggo i possibili effetti della nuova imposta comunale sulla casa (la IMUP).
Al fine di garantire la parità di gettito a favore degli Enti Locali, la IMUP dovrebbe avere un'aliquota tra l'11 e il 14 per mille. Praticamente il doppio dell'ICI odierna.
Se così è, dal 2014 l'investimento immobiliare nella seconda casa ha una valutazione in più da fare. E, considerando l'andamento del mercato immobiliare per questo segmento oggi, la vedo più grigia dalle mie parti.

lunedì 26 luglio 2010

consigli per gli acquisti

Qualche giorno fa, un mio collega mi ha chiesto un parere su un intervento immobiliare di cui stava valutando il progetto. E' vicino a casa mia... e quindi dovrei capirci qualcosa.
Onestamente, invece, in questo momento il mercato immobiliare lo trovo un pò difficile da interpretare. Sarà che la paura fa perdere la lucidità.
Oggi, però, mi sento meno solo sul fronte della confusione. Nell'ambito degli stress test bancari, il regolatore austriaco ipotizza (qui) che in caso di recessione il valore degli immobili si apprezzino di circa il 2% quest'anno e del 2,7% l'anno prossimo.
Ed ecco, quindi, che ho trovato finalmente la formula magica dell'investimento anticiclico: basta andare a Vienna.

giovedì 24 giugno 2010

la forma del risparmio energetico

Sebastiano Brandolini su Progetti & Concorsi de Il Sole 24 Ore della settimana scorsa nota come le soluzioni edilizie per il risparmio energetico non hanno un unico output formale.
La domanda che si pone è rilevante: esiste davvero una forma architettonica che meglio rappresenta il tema del risparmio energetico?
La risposta, invece, è un pò più deludente: esistono tante forme del risparmio, tanti volti, tante possibilità, un'infinità di aspetti quanti sono gli stili individuali dell'architettura.
Fin qui non mi pare un gran pensata.... Poi si va avanti e allora si entra un pò più nel vivo: la tecnologia edilizia del risparmio energetico è una tecnologia camaleontica, invisibile.

Effettivamente, se penso ai due corsi CasaClima, le strategie progettuali proposte, dal punto di vista formali, sono sostanzialmente invisibili. Se però inserisco la distinzione tra spazi energeticamente serviti e spazi energeticamente serventi, qualche ricaduta formale allora arriva.

Conto Energia: fino a quando dura?

Leggo su Il Riformista del 22 giugno un intervento di Davide Urso (non trovo nessun link) che fatto 100 il ricavo da Conto Energia per impianti residenziali fino a 3 KWp, il corrispondente beneficio pubblico previsto dalle tariffe tedesche è pari alla metà, quello spagnolo è di 76 e quello francese è pari a 58,6.
Sarà forse per questo che partecipiamo a un gruppo di acquisto solidale per l'installazione di un impianto FV a casa nostra?

sabato 22 maggio 2010

il nuovo fronte dell'energia solare è ridurre i prezzi

In un'intervista a Ken Zweibel letta qui, esperto di tecnologie solari, a proposito della costante ricerca dell'ultima frontiera della sperimentazione sulle rinnovabili, una perla di realismo ma anche di saggezza: "... il nuovo fronte dell'energia solare è rappresentato dalla riduzione media dei prezzi degli impianti in tutto il mondo, pari a circa il 40%...." .
Non è tanto il nuovo che ci interessa, quanto la prassi. E per installare impianti non ci si deve svenare solo perché sono "green".

venerdì 14 maggio 2010

spostamenti quotidiani

Un pò di numeri di un qualche interesse dal Rapporto ISFORT su “Stili e comportamenti degli italiani”, dieci anni di Osservatorio Audimob (via Eddyburg).
- spostamenti fino a 2 km: dal 37,7% nel 2000 al al 31,1% nel 2009;
- spostamenti di corto raggio tra 2 e 10 km: stabili intorno al 42%;
- spostamenti di media distanza (10-50 km): dal 18,1% nel 2000 al 24% nel 2009.

Il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km al giorno.

La crescita della domanda di mobilità tra 10 e 50 km è evidentemente correlata alla crescita insediativa nei comuni della cintura metropolitana, con il relativo spopolamento delle grandi città, nonché nuovi poli commerciali e di servizi localizzati fuori dalle città.

Ne consegue una semplice riflessione: la politica dei trasporti e della mobilità si fa con investimenti nelle città. Molto meno con le autostrade.

giovedì 6 maggio 2010

occupazione e green economy

Per ogni 4 nuovi occupati nei settori verdi se ne perdono 9 in quelli tradizionali. Ma solo in Spagna?
Qualche appunto recente sul (presunto?) impatto occupazionale della green economy: qui e qui.

venerdì 30 aprile 2010

rimango in speranzosa attesa

Un pò di anni fa (purtroppo sono proprio tanti) mi è capitato di dovermi adeguare al mio studio di settore. Era un anno di transizione sotto molti punti di vista: uscivo da un ufficio pubblico e avevo lavorato poco. In pratica, mi sono ritrovato a essere tassato anche su una base imponibile che non avevo realizzato. Non mi ricordo più la cifra: mi è solo rimasto un fastidio per lo strumento inventato da Visco.

Da quasi quindici anni sento parlare di riduzione della pressione fiscale. Ho visto molto poco. Adesso il tema torna a essere attuale. Ed è evidente che si cerca una strada bipartisan: sul Foglio di ieri, Stefano Fassina -responsabile economico del PD- pensiona Visco.

Un paio di passaggi mi sembra opportuno appuntarmeli. Il primo è per gli studio di settore. E il secondo è per la detrazione fiscale del 55% riferito all'efficienza energetica.

"Gli studi di settore, come è noto, sono uno strumento introdotto nel 1998 dall’allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Il loro compito è quello di raccogliere un insieme di dati che caratterizzano l’attività in cui operano le imprese, con l’obiettivo di valutare la capacità reale di produrre reddito. Uno strumento che secondo Fassina – che di Visco è stato collaboratore e che con Visco lavora all’interno della fondazione Nens – oggi “è sinonimo di un’insostenibile carico fiscale e contributivo per una parte consistente della platea di lavoratori autonomi, e di giovani professionisti, e per questo andrebbe rapidamente abolito”.

“In più, altro particolare da considerare con attenzione, la detrazione fiscale del 55 per cento, introdotta nel 2006, per le ristrutturazioni edilizie eco-sostenibili andrebbe resa permanente: era una buona idea dell’ultima legge finanziaria ma è stata troppo presto dimenticata”.

giovedì 29 aprile 2010

è proprio un paese per vecchi

Rispetto alla Relazione annuale INPS presentata recentemente (qui l'articolo su Repubblica), l'interesse non è solo sull'equilibrio o meno dei conti del nostro sistema previdenziale. Nel 2010, infatti, la popolazione degli anziani di età sopra i 65 anni supererà quella dei giovani con età compresa tra 0 e 19 anni.
Si tratta proprio di un’inversione di tendenza con periodicità plurisecolare. Mica un cosa da niente. 
L'innalzamento della vita attesa e il tasso di fecondità fermo a 1,5 neonati per donna residente spiegano buona parte del fenomeno.

Cosa significa? A parte il contributo necessario dell'immigrazione, si tratta di una società che cambia nel profondo: le modalità del consumo e d’investimento, il tipo di risparmio e l’utilizzo del patrimonio, la domanda e le modalità di offerta dei servizi, ma anche la tipologia di mobilità all'interno delle città, le modalità di intrattenimento e i consumi culturali, gli sport praticati e l'impego del tempo libero.

mercoledì 28 aprile 2010

le archistar nel vocabolario

L'evoluzione della disciplina si capisce anche dalle nuove aggiunte sul Devoto Oli.
Leggo su Il Sole 24 Ore di oggi che lì dentro si può trovare il termine "archistar" e si trovano un bel pò di neologismi riferiti alla moda ecologica: "ecochic", "ecocontributo", "ecodesign", "ecopunto" ed "ecosolidale".


un pò come girare a vuoto

Su Il Sole 24 Ore del 25 aprile, da un articolo (qui) di Salvatore Settis sul paesaggio capisco che vengono sempre rimpiante le leggi del 1939, che il Testo Unico e il Codice degli ultimi dieci anni hanno aggiunto poco, che l'articolazione delle competenze dopo il 2001 e la "concorrenza" legislativa spesso è un pasticcio.
E poi che l'età media di chi lavora nelle Soprintendenze è di 55 anni. Questa è la notizia!

Se non viene alzata l'età pensionistica tra circa 10 anni la funzione di tutela del paesaggio arriva al capolinea.