giovedì 24 giugno 2010

Conto Energia: fino a quando dura?

Leggo su Il Riformista del 22 giugno un intervento di Davide Urso (non trovo nessun link) che fatto 100 il ricavo da Conto Energia per impianti residenziali fino a 3 KWp, il corrispondente beneficio pubblico previsto dalle tariffe tedesche è pari alla metà, quello spagnolo è di 76 e quello francese è pari a 58,6.
Sarà forse per questo che partecipiamo a un gruppo di acquisto solidale per l'installazione di un impianto FV a casa nostra?

lunedì 7 giugno 2010

la PA deve agevolare il FV

Qualche giorno fa si parlava in studio della difficoltà e delle incertezze nelle procedure di assentimento di un impianto fotovoltaico (di piccole dimensioni) da installare sulla copertura di un edificio.
Una recente sentenza del Consiglio di Stato (n°624/2010) fa molta chiarezza: gli obiettivi posti in sede comunitaria sono incentrati sull'obbligo, in capo alla pubblica Amministrazione, di adottare misure appropriate atte a promuovere il consumo di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità (cfr. Direttiva 27.9.2001 n. 77/CE, art. 6), riducendo gli ostacoli normativi e di altro tipo, razionalizzando e accelerando le procedure a livello amministrativo.
In buona sostanza, in materia di energia è compito degli enti pubblici ridurre gli ostacoli normativi e non complicarli, proprio al fine di accelerare le procedure a livello amministrativo.



sabato 22 maggio 2010

il nuovo fronte dell'energia solare è ridurre i prezzi

In un'intervista a Ken Zweibel letta qui, esperto di tecnologie solari, a proposito della costante ricerca dell'ultima frontiera della sperimentazione sulle rinnovabili, una perla di realismo ma anche di saggezza: "... il nuovo fronte dell'energia solare è rappresentato dalla riduzione media dei prezzi degli impianti in tutto il mondo, pari a circa il 40%...." .
Non è tanto il nuovo che ci interessa, quanto la prassi. E per installare impianti non ci si deve svenare solo perché sono "green".

mercoledì 19 maggio 2010

e poi uno si chiede da dove viene lo sprawl

Leggo di una ricerca dell’Università Sacro Cuore di Piacenza (qui) che evidenzia come l’Europa sia il più grande importatore di prodotti agricoli: importa derrate alimentari per 45 miliardi di dollari.
In pratica, da un lato la UE incentiva con ogni mezzo le aziende a rinunciare a produrre e, dall'altro, la stessa Europa utilizza terreni di altri continenti per circa 35 milioni di ettari per soddisfare il suo fabbisogno.
Mi pare una delle ragioni profonde che stimola l'utilizzo del terreno per altgri scopi che non siano quelli agricoli.

venerdì 14 maggio 2010

spostamenti quotidiani

Un pò di numeri di un qualche interesse dal Rapporto ISFORT su “Stili e comportamenti degli italiani”, dieci anni di Osservatorio Audimob (via Eddyburg).
- spostamenti fino a 2 km: dal 37,7% nel 2000 al al 31,1% nel 2009;
- spostamenti di corto raggio tra 2 e 10 km: stabili intorno al 42%;
- spostamenti di media distanza (10-50 km): dal 18,1% nel 2000 al 24% nel 2009.

Il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km al giorno.

La crescita della domanda di mobilità tra 10 e 50 km è evidentemente correlata alla crescita insediativa nei comuni della cintura metropolitana, con il relativo spopolamento delle grandi città, nonché nuovi poli commerciali e di servizi localizzati fuori dalle città.

Ne consegue una semplice riflessione: la politica dei trasporti e della mobilità si fa con investimenti nelle città. Molto meno con le autostrade.

giovedì 6 maggio 2010

occupazione e green economy

Per ogni 4 nuovi occupati nei settori verdi se ne perdono 9 in quelli tradizionali. Ma solo in Spagna?
Qualche appunto recente sul (presunto?) impatto occupazionale della green economy: qui e qui.

venerdì 30 aprile 2010

viva il pic-nic


E' un bar con sdraio e tavolini all'aperto? Nient'affatto: è un parco. E non ci sono ristorantini o bar.
E' l'Erie Basin Park di Brookliyn (NYC). Via Nuok.


rimango in speranzosa attesa

Un pò di anni fa (purtroppo sono proprio tanti) mi è capitato di dovermi adeguare al mio studio di settore. Era un anno di transizione sotto molti punti di vista: uscivo da un ufficio pubblico e avevo lavorato poco. In pratica, mi sono ritrovato a essere tassato anche su una base imponibile che non avevo realizzato. Non mi ricordo più la cifra: mi è solo rimasto un fastidio per lo strumento inventato da Visco.

Da quasi quindici anni sento parlare di riduzione della pressione fiscale. Ho visto molto poco. Adesso il tema torna a essere attuale. Ed è evidente che si cerca una strada bipartisan: sul Foglio di ieri, Stefano Fassina -responsabile economico del PD- pensiona Visco.

Un paio di passaggi mi sembra opportuno appuntarmeli. Il primo è per gli studio di settore. E il secondo è per la detrazione fiscale del 55% riferito all'efficienza energetica.

"Gli studi di settore, come è noto, sono uno strumento introdotto nel 1998 dall’allora ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Il loro compito è quello di raccogliere un insieme di dati che caratterizzano l’attività in cui operano le imprese, con l’obiettivo di valutare la capacità reale di produrre reddito. Uno strumento che secondo Fassina – che di Visco è stato collaboratore e che con Visco lavora all’interno della fondazione Nens – oggi “è sinonimo di un’insostenibile carico fiscale e contributivo per una parte consistente della platea di lavoratori autonomi, e di giovani professionisti, e per questo andrebbe rapidamente abolito”.

“In più, altro particolare da considerare con attenzione, la detrazione fiscale del 55 per cento, introdotta nel 2006, per le ristrutturazioni edilizie eco-sostenibili andrebbe resa permanente: era una buona idea dell’ultima legge finanziaria ma è stata troppo presto dimenticata”.

giovedì 29 aprile 2010

è proprio un paese per vecchi

Rispetto alla Relazione annuale INPS presentata recentemente (qui l'articolo su Repubblica), l'interesse non è solo sull'equilibrio o meno dei conti del nostro sistema previdenziale. Nel 2010, infatti, la popolazione degli anziani di età sopra i 65 anni supererà quella dei giovani con età compresa tra 0 e 19 anni.
Si tratta proprio di un’inversione di tendenza con periodicità plurisecolare. Mica un cosa da niente. 
L'innalzamento della vita attesa e il tasso di fecondità fermo a 1,5 neonati per donna residente spiegano buona parte del fenomeno.

Cosa significa? A parte il contributo necessario dell'immigrazione, si tratta di una società che cambia nel profondo: le modalità del consumo e d’investimento, il tipo di risparmio e l’utilizzo del patrimonio, la domanda e le modalità di offerta dei servizi, ma anche la tipologia di mobilità all'interno delle città, le modalità di intrattenimento e i consumi culturali, gli sport praticati e l'impego del tempo libero.

mercoledì 28 aprile 2010

le archistar nel vocabolario

L'evoluzione della disciplina si capisce anche dalle nuove aggiunte sul Devoto Oli.
Leggo su Il Sole 24 Ore di oggi che lì dentro si può trovare il termine "archistar" e si trovano un bel pò di neologismi riferiti alla moda ecologica: "ecochic", "ecocontributo", "ecodesign", "ecopunto" ed "ecosolidale".


un pò come girare a vuoto

Su Il Sole 24 Ore del 25 aprile, da un articolo (qui) di Salvatore Settis sul paesaggio capisco che vengono sempre rimpiante le leggi del 1939, che il Testo Unico e il Codice degli ultimi dieci anni hanno aggiunto poco, che l'articolazione delle competenze dopo il 2001 e la "concorrenza" legislativa spesso è un pasticcio.
E poi che l'età media di chi lavora nelle Soprintendenze è di 55 anni. Questa è la notizia!

Se non viene alzata l'età pensionistica tra circa 10 anni la funzione di tutela del paesaggio arriva al capolinea.

mercoledì 21 aprile 2010

memorie di un urbanista

La segnalazione della biografia di Eddy Salzano. Di là.

sabato 17 aprile 2010

verde speranza

L'aumento del verde in città. Di là.

dove va il design?

Design ed ecosostenibilità. Di là.